venerdì 16 aprile 2021

Virgilio, Dante e Monti Cimini

 Lago di Vico, la perla dei Cimini

E’ questo il tesoro del distretto romantico per eccellenza, della Tuscia Viterbese con Monti Cimini, che resiste all’usura del tempo assieme alle acque del Bulicame di Viterbo. Il merito di tanta fama ricade sulle spalle dei poeti del lago, pittori e scrittori.

Dante e i Cimini



Nella Divina Commedia Dante Alighieri descrive la famosa  “Selva oscura “ con parole che , secondo molti, richiamano alla mente il Cimino con la sua fitta vegetazione. E’ innegabile il fatto che Dante si trovò, nel 1300 in occasione del primo Giubileo della storia indetto da papa Bonifacio VIII, a transitare da Viterbo. Il poeta ricorda il Bulicame, le acque sulfuree sommerse d’inverno, dal vapore caldo, nei Canti dell’Inferno.

La leggenda di Ercole

Virgilio (50 a.C.) riferisce nell’ VIII libro dell’Eneide che l’eroe troiano, il gigante Ercole,  raggiunto il suolo italico, giunse sui monti Cimini, dove s’erano rifugiate le ninfe Melissa ed Amaltea, per sfuggire alle ire di Saturno. Qui trovò alcuni pastori che gli chiesero una prova di forza: Ercole conficcò la sua clava nel terreno così violentemente cha quando la estrasse sgorgò una polla d’acqua , tanto irruenta da formare un lago.

L’episodio è raffigurato in un affresco cinquecentesco nella Sala dei Fatti d’Ercole nel piano nobile del maestoso Palazzo Farnese di Caprarola.



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